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Sir Antonio Pappano
                    Direttore musicale




                    Ogni nuova stagione è come un nuovo libro da leggere,
                    si aspetta con ansia che i progetti pensati, desiderati,
                    discussi possano finalmente diventare concreti. Forse
                    noi musicisti siamo dei privilegiati in questo senso, pos-
                    siamo contare su una libertà di scelte da fare in quel
                    grande mare che è il repertorio storico, talvolta con la
                    sensazione di tralasciare brani e opere che comunque
                    ti stanno nel cuore.

                    A Santa Cecilia stiamo provando, assieme al Coro,
                    all’Orchestra e a tutti coloro che ci lavorano,  a dire
                    qualcosa di speciale, qualcosa che partendo dalla
                    nostra passione per la musica, dal nostro scrupoloso
                    lavoro nella musica, possa diventare  patrimonio non
                    solo di emozioni e bellezza ma anche di consapevolez-
                    za. In fin dei conti noi musicisti dobbiamo “semplice-
                    mente” tradurre il messaggio del compositore, la verità
                    della sua musica, al pubblico che ascolta. Per questo
                    ci vuole una grande passione, una grande concen-
                    trazione perché nulla venga tralasciato, perché ogni
                    dettaglio sia curato e tangibile. E per realizzare tutto
                    questo occorre avere un  feeling particolare, quello
                    che dopo tanti anni di lavoro insieme, ogni volta ritrovo
                    a Roma quando salgo sul podio di Santa Cecilia.
                    Nella stagione che sta per iniziare affronteremo molte
                    pagine del Novecento, sia quello eclettico e fortemen-
                    te emotivo di Leonard Bernstein con le sue tre Sinfo-
                    nie, sia quello di Witold Lutoslawski con il Concerto
                    per orchestra, ma tengo molto all’inaugurazione con il
                    Re Ruggero di Karol Szymanowski, un’opera con una
                    musica affascinante e sorprendente che affrontiamo
                    in forma di concerto ma con l’apporto creativo dei Ma-
                    sbedo, un gruppo di video artisti, che assieme a noi
                    sul palcoscenico vi aiuterà attraverso l’invenzione di
                    immagini, registrate o create in quel momento, a deci-
                    frare gli aspetti più significativi di questa opera. E poi
                    ancora Strauss, Beethoven, Mahler, Chopin, Mozart e
                    due concerti straordinari, pieni di sorprese, in occasio-
                    ne del Natale e infine  le tournée che anche in questa
                    stagione ci porteranno in giro per il mondo e finalmente
                    negli Stati Uniti dove l’Orchestra, che non vi suona da
                    oltre trent’anni,  sarà per la prima volta nella celebre
                    Carnegie Hall. Tutto questo non avrebbe senso e non
                    costituirebbe motivo di instancabile impegno senza il
                    pubblico, perciò non mancate e continuate a seguirci
                    con l’affetto, l’entusiasmo e la gioia che ogni volta nel
                    vostro applauso si traduce per noi sul palco in un salu-
                    tare apporto di energie e soddisfazioni.


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