Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Handel a Roma
L'Accademia Barocca di Santa Cecilia
Coro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Federico Maria Sardelli direttore
Roberta Mameli soprano I
Birgitte Christensen soprano II
Carlo Vistoli controtenore
Luca Cervoni tenore
Antonio Pirozzi basso
Andrea Cohen organo

L'esecuzione della musica antica richiede la conoscenza dei segreti della prassi esecutiva legata a un repertorio che utilizzava tecniche e organici strumentali diversi dall'assetto sinfonico. È per questo che il consueto appuntamento con le grandi pagine barocche è di solito affidato a esperti in grado di far rivivere la musica di epoche lontane. Sarà quindi Federico Maria Sardelli insieme ai musicisti dell'Accademia Barocca e al Coro di Santa Cecilia a ricreare l'atmosfera fastosa della Roma del primo Settecento dove un giovanissimo Händel appena ventiduenne giunge portando con sé una fervida fantasia musicale e l'esuberanza della gioventù. Un'indubbia maestria al cembalo e all'organo gli aprono le porte dei palazzi romani e a Roma - sotto la protezione del marchese Ruspoli e di altri importanti mecenati - Händel scrive musica gioiosa, piena di entusiasmo, carica di forza inventiva. Dopo numerose cantate profane con le quali conquista i circoli più raffinati nel 1707, a pochi mesi di distanza compone i Salmi Dixit Dominus e Laudate Pueri. Al periodo londinese di Händel sono invece ricollegabili il Concerto grosso op. 3 n. 2 e il Concerto op. 4 n. 3 per organo e orchestra in cui per la prima volta l'organo viene valorizzato nelle sue possibilità virtuosistiche al di fuori dell'uso liturgico a cui era abitualmente destinato.