Accademia Nazionale di Santa Cecilia
La Doriclea

Alessandro Stradella
La Doriclea
opera per 6 voci

Ensemble Il Pomo d'Oro

Emoke Barath
Doriclea, soprano
Xavier Sabata Fidalbo, controtenore
Giuseppina Bridelli Lucinda, soprano
Luca Cervoni Celindo, tenore
Gabriella Martellacci Delfina, contralto
Riccardo Novaro Giraldo, basso

Andrea De Carlo
direttore

Guillaume Bernardi direttore di scena

Concerto di apertura del Festival Barocco Alessandro Stradella
in collaborazione con l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia

Da una lettera di Alessandro Stradella a Flavio Orsini, duca di Bracciano: Genova, 24 Maggio 1681

"Qua si va preparando per questa estate un'operetta di spada e cappa di sei personaggi da fare in villa e al mare; questo sì che la vogliono fare di tutta perfettione, e si cercano le parti migliori che si possino havere in Italia,e fuori ancora..."

Composta da Stradella nel 1681 per allietare le serate estive delle famiglie nobili genovesi, La Doriclea è probabilmente l'ultimo capolavoro del compositore, che morirà a Genova nel febbraio dell'anno seguente per mano di un sicario. Uno dei punti più alti della sua produzione, quasi un testamento musicale.

Non menzionata in nessun catalogo di opere di Alessandro Stradella prima del 1938, Doriclea viene citata per la prima volta in un articolo di Mario Tiberti del 19 marzo 1938 nella rivista "Musica d'Oggi", ma dopo questa prima fugace apparizione le sue tracce si perdono per settant'anni e l'opera viene considerata perduta fino ai nostri giorni.

Dopo una lunga ricerca, si è finalmente trovata la collocazione attuale e il manoscritto è stato riportato alla luce.

Amori, tradimenti, equivoci, scambi di persona, travestimenti, duelli, La Doriclea sembra contenere innumerevoli topoi del teatro musicale a venire. Raffinata e divertente insieme, alterna ingegnosamente lamenti commoventi a scene irresistibilmente comiche, in cui il personaggio di Giraldo, precursore del basso buffo, ci proietta in atmosfere decisamente rossiniane.

L'avventurosa storia del manoscritto sembra rispecchiare la vita appassionata, avvenurosa e drammatica del suo autore, il Caravaggio della musica.