Accademia Nazionale di Santa Cecilia

Giardino Claudio Abbado

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Accanto alle sale da concerto nel nome di Goffredo Petrassi e di Giuseppe Sinopoli, alla cavea intitolata a Luciano Berio e all’ulivo piantato in ricordo di Arturo Toscanini, nel metaforico Olimpo dei Grandi custodito all’Auditorium Parco della Musica, si è aggiunto il nome di Claudio Abbado.
La cerimonia ha avuto luogo giovedì 27 giugno alla presenza di Daniele e Sebastian, figli del Maestro Abbado, del Vice Sindaco con delega alla crescita culturale Luca Bergamo, del Presidente-Sovrintendente dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia Michele dall’Ongaro, del Presidente della Fondazione Musica per Roma Aurelio Regina e dell’AD della Fondazione Musica per Roma José R. Dosal e dell’Assessore del Municipio II Lucrezia Colmayer.
Grazie all’impegno del Comune di Roma, in sinergia con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e la Fondazione Musica per Roma, a Claudio Abbado - che a Roma con l’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia ha diretto alcune delle pagine più significative del repertorio classico e contemporaneo – sono stati intitolati i giardini pensili dell’Auditorium Parco della Musica che circondano le tre principali sale da concerto ideate da Renzo Piano.
“Evviva, sono contento. Grazie Roma”. È stato il commento di Renzo Piano, che proprio insieme a Claudio Abbado fu nominato nel 2013 Senatore a vita dall’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. “Claudio ha sempre amato gli alberi. E io sono felice di aiutare la città a mettere nuova energia in questo suo piccolo ma prezioso angolo di Natura”.
Durante la cerimonia non poteva mancare un omaggio musicale: Alessandro Carbonare e Francesco Bossone, rispettivamente Primo Clarinetto e Primo Fagotto dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, hanno dato voce al Duo per clarinetto e fagotto di Beethoven in memoria di un Maestro e amico che volle entrambi tra le fila della Lucerne Festival Orchestra e dell’Orchestra Mozart.
Tra i direttori d’orchestra più importanti di tutti i tempi, Claudio Abbado, ha conciliato e spesso sovrapposto la figura di artista a quella di uomo impegnato socialmente. Non è un caso sia stato dedicato a lui un giardino. Forte difensore della sostenibilità ambientale, è ricordato dalla cronaca anche per aver scambiato, nel 2010, il suo cachet economico, per il ritorno dopo 24 anni al Teatro alla Scala di Milano, con un pagamento ‘in natura’ del valore di 90.000 alberi da piantare in tutta la città.

IL CATALOGO ABBADO
La Fondazione Claudio Abbado ha donato all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia un catalogo - sul quale la Fondazione Abbado e la Biblioteca di Stato di Berlino lavorano da anni – che include partiture, pubblicazioni e registrazioni di proprietà del Maestro Abbado. Il materiale diventerà presto fruibile e consultabile sia nella sede della Bibliomediateca dell’Accademia sia sui suoi portali online. Inoltre, durante la cerimonia, Daniele Abbado ha consegnato a Michele dall’Ongaro una bacchetta appartenuta a Claudio Abbado.
Il sodalizio tra Abbado e l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia nasce nel 1961 quando, ventottenne, guidò per la prima volta l’Orchestra romana all’Auditorium Pio. In seguito sono state numerose le apparizioni romane, sia alla guida dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia sia di altre prestigiosissime orchestre. Impossibile non citare l’integrale delle Sinfonie di Beethoven alla guida dei suoi Berliner Philharmoniker nel febbraio del 2001, i concerti con la Lucerne Festival Orchestra nel 2005, non ricordarlo alla guida dell’Orchestra Giovanile del Venezuela nel 2006 o nell’ultimo concerto in cui ha diretto l’Orchestra e il Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il 20 novembre 2011 all’Auditorium Parco della Musica, con l’esecuzione de La Tempesta di Čajkovskij e King Lear di Šostakovič.
 
Luca Bergamo, Vicesindaco del Comune di Roma con delega alla crescita culturale
Sono felice ed onorato di dedicare a Claudio Abbado - persona artista ed intellettuale meraviglioso - un luogo che lui amava. Questa dedica è anche un invito rivolto a chiunque abbia ruoli importanti nella società a cercare l’ispirazione nel suo esempio nella sua capacità di pensare e parlare sempre a chi ha meno opportunità nella vita”.
 
Daniele Abbado
“Le intitolazioni, la toponomastica, sono spesso (anche) simboli funebri. Ci ricordano di qualcuno che non c’è più. Questa è tutt’altro: collega un luogo felice e che conosco bene a una persona che lo amava e lo ha visto fondare e crescere. Claudio amava questo posto, le persone che lo hanno progettato e che ci hanno lavorato e ci lavorano, da Renzo Piano a Michele dall’Ongaro e tanti altri. Un giardino che circonda un bellissimo luogo plasmato dalla musica: l’incontro di queste voci e di queste figure è perfetto. Claudio ne sarebbe felice. “L’uomo che piantava gli alberi” è stata una delle sue metafore preferite. In fondo, durante tanti anni, l’unico lavoro che credo abbia preso in considerazione oltre alla musica è stato il lavoro del giardiniere”.
 
Michele dall’Ongaro, Presidente-Sovrintendente dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia
“Come la musica, gli alberi sembrano - in un primo momento - elementi belli ma ornamentali, salvo riscoprire ogni volta che è impossibile vivere senza. Un grande direttore d’orchestra è, a modo suo, un giardiniere che coltiva capolavori da cui proviene l’ossigeno che riempie di senso e di idee la nostra vita. Claudio Abbado è stato il magistrale messaggero di questo percorso attraverso la sua Arte, il suo impegno civile, il suo esempio. Ricordare tutto questo, anche intitolandogli il giardino di uno degli auditori più belli del mondo è un gesto che proviene da questa lezione e che ci ricorda che la Natura, come la musica e la bellezza, è di tutti”.
 
Aurelio Regina, Presidente della Fondazione Musica per Roma
“È un onore e un dovere per la Fondazione Musica per Roma ricordare Claudio Abbado e omaggiare l’eredità culturale di un uomo che sentiva la musica come qualcosa di necessario alla vita, in grado di cambiarla, migliorarla, e in alcuni casi addirittura di salvarla. Abbado credeva nella funzione terapeutica della musica e il suo lascito è per questo anche e soprattutto politico e sociale. Un luogo come l’Auditorium Parco della Musica, tempio delle arti, ha il dovere di fare della memoria un baluardo su cui ergersi e ricordare così un grande Maestro”.
 
José R. Dosal, AD della Fondazione Musica per Roma
“È stato con grande entusiasmo che nel 2017 abbiamo avviato l’iter per inserire il nome di Claudio Abbado nella rosa dei grandi musicisti che nel corso di questi anni hanno trovato posto e memoria all’Auditorium Parco della Musica. L’idea di titolare i giardini pensili ad Abbado, in piena sintonia con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e il Comune di Roma, è nata da un sentimento diffuso nel mondo della cultura e della musica. L’intenzione è stata da subito quella di tenere vivo il ricordo del grande Maestro sottolineando un aspetto peculiare della sua personalità, l’essere amante dei giardini e degli spazi verdi ai quali si dedicava con una passione non solo privata ma anche politica”.
 
Paolo Lazzati, Fondazione Claudio Abbado
“La Fondazione Claudio Abbado ha predisposto un catalogo -particolarmente dettagliato- del materiale (Partiture, pubblicazione di musicologia, registrazioni) e della corrispondenza del Maestro Abbado, afferente la Sua attività professionale; materiale trasferito alla Biblioteca di Stato di Berlino. Una copia di questo catalogo viene oggi donata all’Accademia di Santa Cecilia, così che, in attesa della sua pubblicazione sui siti internet, potrà essere consultata, oltre che a Berlino, anche a Roma. La stesura del catalogo è stata realizzata grazie al lavoro di Alessandra Calabrese, Benedetta Scandola e Rose Mary Ripperger”.