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Re Ruggero

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Orchestra, Coro e Voci Bianche dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Antonio Pappano
direttore
MASBEDO regia in presa diretta e proiezioni video
Lukasz Golinski baritono (Re Ruggero II di Sicilia)
Lauren Fagen soprano (Roxana, regina di Sicilia e moglie di Ruggero)
Edgaras Montvidas tenore (Il pastore)
Marco Spotti basso (Arcivescovo)
Helena Rasker mezzosoprano (Badessa)
Kurt Azesberger tenore (Edrisi, Consigliere di Ruggero)
Ciro Visco maestro del coro

Szymanowski Re Ruggero
                     opera in forma semiscenica (con sopratitoli)

in collaborazione con l'Adam Mickiewicz Institute - Polska Music
in co-produzione con RomaEuropa Festival

Antonio Pappano dirige il concerto di inaugurazione della Stagione 2017/2018 dell'Accademia di Santa Cecilia proponendo Re Ruggero di Karol Szymanowski  - il più importante compositore polacco dopo Chopin - opera scritta nel 1924, ambientata dopo l'anno Mille in Sicilia, durante il regno del Re normanno Ruggero II d'Altavilla. Parte integrante della scena saranno le proiezioni e le azioni in interazione diretta con la narrazione musicale e il libretto. Un progetto visivo affidato alla regia del duo artistico MASBEDO, costituito da Nicolò Massazza e Iacopo Bedogni - considerati tra i videoartisti più interessanti della scena internazionale - che renderanno le riprese dal vivo parte integrante della scena, con le immagini che avranno il ruolo di restituire il vissuto psicologico dei protagonisti dell'opera.
 
Argomento di Re Ruggero è il conflitto tra la chiesa cristiana della Sicilia medioevale e un culto pagano, esaltatore della bellezza e del piacere, proclamato da un giovane pastore-profeta. 
Si tratta in sostanza di una rivisitazione nietzscheana de Le baccantidi Euripide, in cui Ruggero (Penteo) emerge alla fine «forte abbastanza per la libertà», avendo vinto in se stesso le forze dionisiache, arricchenti ma pericolose.
 
Sinossi:
 
Atto primo.
In una chiesa si sta celebrando una messa solenne. L'arcivescovo e la badessa si interrogano sulle ragioni dell'allontanamento del popolo dalla chiesa; il saggio Edrisi interviene, fornendo una descrizione del pastore responsabile della diffusione di una nuova religione. L'arcivescovo pronuncia dure parole di condanna, ma la regina Roxana intercede, affinché venga fornita al pastore la possibilità di spiegarsi. L'arrivo di quest'ultimo muta completamente l'atmosfera: egli proclama il suo credo e si abbandona all'elogio dell'amore e della bellezza; Roxana ne è attratta e si unisce a lui nel canto. Il richiamo di Ruggero al silenzio infrange improvvisamente il clima estatico; il re lascia partire il pastore e gli dà appuntamento per la sera stessa a palazzo.
 
Atto secondo. 
Nella profonda notte stellata, nel cortile interno del palazzo, Ruggero ed Edrisi attendono. Il pastore giunge con i suoi, annunciato da lontano dal suono di tamburello e cetra, e saluta il re in nome dell'amore eterno: parla della nuova religione, delle sue origini, invita alla musica e alla danza; a questa si abbandonano tutti i discepoli del pastore, e anche Roxana. Ancora una volta è la voce del re a porre fine al clima d'estasi; un tentativo di incatenare il pastore non ha successo, ed egli può lasciare il luogo seguito dai suoi e da Roxana, come in sogno. Il re, rimasto solo, depone corona e mantello e si appresta a seguire gli altri.
 
Atto terzo. 
Guidato da Edrisi, il re giunge fra le rovine di un anfiteatro greco; chiama Roxana ed ella gli risponde: gli dà il benvenuto, perché è entrato nel regno dell'amore in umiltà e senz'armi. Sull'altare posto al centro dell'anfiteatro appare il pastore, nelle vesti del dio Dioniso; tutti si trasformano in baccanti, driadi e satiri. Quando la notte giunge al termine, il re saluta Apollo nel sole nascente: sono partiti tutti ed egli è rimasto solo, rinato e arricchito dal credo dionisiaco senza esserne divenuto adepto.
 
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