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Nomi nuovi, nuove emozioni

Il mondo della musica classica cambia e si avvicendano nuove generazioni di musicisti. L’Accademia Nazionale di Santa Cecilia è felice di presentare al pubblico dei suoi concerti ben 10 nuovi direttori d’orchestra il cui talento è stato già apprezzato, riconosciuto e esaltato in tutto il mondo.
E’ infatti sorprendente il rapporto fra la loro giovane età – sono quasi tutti nati negli anni Settanta – e il livello di impegni di questi musicisti al punto che poterli ascoltare sul podio dell’Orchestra di Santa Cecilia è veramente un’occasione straordinaria.

In una sola stagione Santa Cecilia vi presenta infatti il futuro della musica classica. Venite a scoprirli perché le emozioni di oggi saranno quelle di domani.

Dalla Siberia con furore - KIRILL PETRENKO
Kirill Petrenko

Classe 1976. Un giovanissimo direttore di origini siberiane di soli 27 anni galvanizza e porta alle cronache internazionali il piccolo provinciale teatro tedesco di Meiningen. E’ Kirill Petrenko che dirige in quattro serate consecutive (con due diverse orchestre) tutto il Ring di Wagner. Un successo strepitoso che proietta il minuto e timido Kirill sui podi più prestigiosi:dalla Deutsche Oper di Berlino (dove succede allo scomparso Sinopoli), all’Opéra di Parigi e di Vienna, al Met di New York. Oggi Petrenko è regolarmente invitato anche dalle più importanti orchestre sinfoniche del mondo tra cui i Berliner Philharmoniker, la London Philharmonic, la Cleveland Orchestra. Dal 2013 sarà il nuovo Direttore Musicale della Bayerisches Staatsoper. A Santa cecilia il debutto di Petrenko avviene nel segno del suo repertorio d’elezione: lo Stravinsky della Sinfonia di Salmi e lo Sostakovic dell’epica e grandiosa Settima Sinfonia “Leningrado”.

Nott only British - JONATHAN NOTT
Jonathan Nott

Classe 1962. Più maturo degli altri direttori si è rivelato infatti più tardi – debuttando per altro in Italia - ma oggi Jonathan Nott è un direttore conosciutissimo e richiesto ovunque. Eclettico nei gusti musicali Nott ha al suo attivo molte esecuzioni di musica contemporanea ma è nel repertorio sinfonico tedesco che ha trovato il suo terreno d’elezione. Direttore Musicale dei prestigiosi Bamberger Symphoniker ha dato nuovo impulso all’attività dell’orchestra avviando anche un importante progetto discografico per la Tudor Records – accolto con entusiasmo dalla critica – imperniato sulle sinfonie di Schubert, Mahler e Bruckner. La sua presenza a Bamberga ha galvanizzato l’ambiente musicale riportando i Symphoniker ai fasti della loro antica tradizione. Brahms e Schubert – con la Sinfonia n.9 “La Grande”- per la sua prima apparizione nel concerti di Santa Cecilia.

http://www.bambergsymphony.com/jonathannott.html

Una rivelazione sorprendente - ANDRIS NELSONS
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Andris Nelsons

Classe 1978. Nato a Riga (Lettonia) Nelsons è il Direttore Principale della City of Birmingham Symphony Orchestra (l’Orchestra che era stata di Simon Rattle). La sua nomina, vista la relativa notorietà del nome, ha fatto scalpore ma ha rivelato una delle personalità musicali più dirompenti di questi ultimi anni . Sia in teatro che nel repertorio sinfonico Nelsons ha conquistato rapidamente l’ammirazione dei pubblici e delle orchestre di Londra, Amsterdam, Berlino, Parigi, Vienna o dei maggiori festival europei dove appare regolarmente. E’ oggi uno dei direttori più contesi e la sua apparizione a Santa Cecilia costituisce il debutto di Nelsons in una istituzione italiana. Il suo primo disco con musiche di Cajkovskij ha vinto il Preis der Deutschen Schalplattenkritik. Inserito nel ciclo dedicato alle Sinfonie di Mahler il concerto diretto da Nelsons vede in locandina la Quarta Sinfonia del compositore boemo e nella prima parte del programma l’Ouverture “Le rovine di Atene” di Beethoven e la Sinfonia “Jupiter” di Mozart. Un po’ classico, un po’ romantico.

Sito ufficiale di Andris Nelsons

L’entusiasmo che contagia - VASILY PETRENKO
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Vasily Petrenko

Classe 1976. Come Pappano qui a Roma, Nott a Bamberga e Nezet-Seguin a Rotterdam, Vasily Petrenko ha fatto accendere i riflettori sulla Royal Liverpool Philharmonic Orchestra balzata all’improvviso nella massima considerazione dopo anni di relativo oblio. Pubblico e critica seguono il lavoro di questo giovane direttore con una partecipazione e un coinvolgimento che ne hanno fatto un vero fenomeno pubblico. Tutto meritato ovviamente. E da Liverpool il passo verso le grandi orchestre internazionali è stato immediato: Boston Symphony, Philharmonia di Londra, Orchestre National de France, NHK di Tokyo. Il suo primo disco con l’etichetta Naxos – comprendente il Manfred di Caikovskij – ha vinto il Grammophone Award. Sempre per la Naxos Petrenko e la sua orchestra di Liverpool stanno registrando il ciclo delle sinfonie di Sostakovic. A Santa Cecilia Petrenko propone un programma in bilico tra Italia e Russia con il Capriccio Italiano di Cajkovskij, le “rare” Vetrate di Chiesa di Respighi e il grandioso affresco dell’Alexander Nevskij di Prokofiev.

Blog di Vasily Petrenko

L’imperatore dal Giappone - KAZUSHI ONO
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Classe 1960 – E’ il nome senior di questo gruppo di direttori e per la verità non debutta a Santa Cecilia dove ha già lasciato il segno con una formidabile Sinfonia Fantastica di Berlioz alcuni anni fa. Ma di diritto rientra in questa descrizione perché Ono è uno dei frutti più importanti di quella straordinaria fucina musicale che è il Giappone. Tutto merito di papà che appassionato ascoltatore di dischi aveva notato la predisposizione spontanea del figlioletto Kazushi che a tre anni, bacchette (per il riso) alla mano si dimenava appropriatamente sulle note dell’Eroica di Beethoven. Studi ben avviati, collaborazioni con grandi Maestri (Sawallisch, Bernstein) e l’approdo con tutti gli onori in Europa dove, nello stupore generale, assume il ruolo di Direttore Musicale del Théâtre de La Monnaie di Bruxelles (succedendo ad Antonio Pappano). Opera, concerti e molta musica contemporanea hanno dimostrato le qualità straordinarie del direttore. Aspetti che il programma scelto per Santa Cecilia potranno riconfermare: Danse Figures dell’inglese George Benjamin per il contemporaneo, il soffio lirico delle Nuits d’Eté di Berlioz (con Sonia Ganassi) e la spettacolare Sinfonia n.3 di Saint-Saëns con l’organo concertante.

 

Mamma e papà sono l’orchestra - ALAN GILBERT
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Alan Gilbert

Classe 1967 – Si vede che vivere in orchestra può portare a brillanti risultati. Alan Gilbert è proprio figlio dell’Orchestra che, sorprendendo il mondo musicale lo ha nominato suo Music Director dopo Lorin Maazel: la New York Philharmonic. Mamma e papà infatti sono due violinisti della grande orchestra americana e dunque Alan deve aver passato molto del suo tempo, sin da piccolissimo, a stretto contatto con la musica sinfonica. Una bella parabola, per il primo newyorchese ad assumere questo incarico, riconfermata di recente in un tour europeo con la blasonata orchestra statunitense, che ha riscosso il plauso convinto della critica e del pubblico. Gilbert ovviamente ha una sua carriera importante: è stato a lungo direttore musicale della Royal Stockholm Philharmonic Orchestra ed è ospite assiduo dei Berliner Philharmoniker e del Concertgebouw di Amsterdam solo per citarne alcune.

Sito ufficiale di Alan Gilbert

Quando si tratta di carisma - YANNICK NÉZET-SÉGUIN
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Yannick Nézet-Séguin

Classe 1975 – La carriera folgorante di Nezet-Seguin non conosce tregue. Mentre scriviamo giunge la notizia della nomina a Music Director della Philadelphia Orchestra che si aggiunge a quella già acquisita da tempo alla Rotterdam Philharmonic (succedendo a Gergiev). Ma non basta, il giovane direttore canadese è anche Principal Guest presso la London Philharmonic e Music Director dell’Orchestre du Grand Montreal nel suo paese natale. Di casa al Festival di Salisburgo, il poliedrico Yannick riesce anche a farsi ascoltare con orchestre come i Berliner Philharmoniker (dove debutta in questa stessa stagione), la Staatskapelle di Dresda, la New York Philharmonic e l’elenco potrebbe continuare con i nomi più prestigiosi tra le orchestre esistenti. E non finirà qui. Lo ascoltiamo a Roma nel Ravel della colorata e fiabesca vicenda di Daphnis et Chloé (da non perdere il disco Emi) di cui esegue l’intero balletto accanto al lirico e vibrante Terzo Concerto di Prokofiev con Martha Argerich. Prima della prossima tappa…..da prendere al volo!
 
Sito ufficiale di Yannick Nézet-Séguin

Un atteso ritorno - TUGAN SOKHIEV
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Tugan Sokhiev

Classe 1977 – Il continente “russo” è oggi la “fabbrica” più prolifica di direttori d’orchestra (se la vedrà con il Venezuela?). Sokhiev, che il pubblico ceciliano ha già apprezzato in un felicissimo debutto avvenuto nel 2008, è nato in Ossezia e dopo essere transitato dalla Welsh National Opera è arrivato felicemente all’Orchestre du Capitole de Toulouse dove non ha mancato di far notare le sue capacità. Se ne sono accorti i Wiener Philharmoniker che per sostituire Mehta ammalato lo hanno chiamano in occasione di un tour in Oriente. Ed ecco di conseguenza l’esplosione di impegni:a Vienna segue Berlino e poi Londra senza dimenticare il Marinsky di Pietroburgo dove Sokhiev è regolarmente presente. Tutto russo il suo programma: i deserti orientali di Borodin nel suggestivo brano “nelle Steppe dell’Asia centrale”, le virtuosistiche architetture della Sinfonia Concertante di Prokofiev con il violoncellista Giovanni Sollima e la poetica, romantica e vivace Prima Sinfonia di Cajkovskij dal titolo “Sogno d’inverno”.
 

Mitteleuropa - JURAJ VALCUHA
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Juraj Valcuha

Classe 1976 – Si dice che assomigli a Thielemann ( non a caso i Munchner Philharmoniker lo hanno più volte invitato) ma Valcuha non sembra concentrato sul solo repertorio tedesco, come il suo più noto collega, anzi. In teatro si divide tra Strauss, Puccini, Debussy, Mozart nelle sale da concerto il suo repertorio diventa amplissimo. E’ stato ospite di orchestre come Oslo Philharmonic, Orchestre National de France, Deutsches Sinfonieorchester di Berlino, Rotterdam Philharmonic, Philharmonia di Londra ed è il nuovo Direttore Musicale dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai. L’origine mitteleuropea gli ha consentito di assorbire felicemente le più diverse esperienze musicali che si esprimono in un eclettismo di gusti e di scelte e in una aderenza immediata a qualsiasi partitura. Strauss sarà al centro del suo programma con il virtuosistico poema sinfonico Don Giovanni, l’elegante suite dal Cavaliere della Rosa e la pirotecnica Burleske – solista Alexander Lonquich impegnato anche nelle Variazioni Sinfoniche di Franck.
 

Nel solco di una prestigiosa tradizione - CONSTANTINOS CARYDIS
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Constantinos Carydis

Classe 1974 – La Grecia, si sa, ha dato i natali a tante grandi personalità della musica: un nome su tutti? Maria Callas, la divina. Ma come dimenticare Dimitri Mitropoulos forse uno dei direttori più grandi di sempre? Il giovane Carydis dunque si inserisce a buon diritto in una prestigiosa tradizione e sembra proprio sia intenzionato a farla valere da par suo. In questa stessa stagione lo troviamo impegnato al Covent Garden, alla Tonhalle di Zurigo, alla WDR Sinfonieorchester di Colonia, alla Filarmonica della Scala e alla Bayerischen Rundfunks e con la Mahler Chamber Orchestra. Non c’è che dire. E il programma scelto per il suo debutto con l’Orchestra di Santa Cecilia appare un bel banco di prova per esaltare le qualità del direttore: dai colori delle Danze Polovesiane di Borodin ai giochi scintillanti del Secondo Concerto per pianoforte di Sostakovic alle accese e tormentate riflessioni della Patetica di Cajkovskij.
 

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